I Giovani capoverdiani come Protagonisti
"Buonasera a tutti i presenti. Sono Jorge C.A. e sono qui oggi per dare voce ai giovani, non come categoria astratta, ma come cuore pulsante e spesso inascoltato della nostra società. Non sono qui per parlare dei giovani, ma per parlare a nome dei giovani.
Oggi ci troviamo di fronte a un paradosso crudele. Condividiamo tutti lo stesso desiderio: arrivare in alto, raggiungere la vetta, realizzarci. Eppure, per troppi di noi, quel traguardo appare come un miraggio riservato a pochi eletti. Non è una questione di mancanza di talento o di forza di volontà; possediamo entrambi in abbondanza. Il problema risiede nell'assenza di percorsi accessibili. Spesso, proprio dove dovremmo trovare porte aperte e sostegno istituzionale, incontriamo barriere e indifferenza.
Il giovane di oggi vive una crisi profonda, sospeso tra due domande fondamentali: 'Chi sono?' e 'Dove sto andando?'. In questa ricerca di identità, molti di noi si ritrovano cresciuti da quella che definirei la 'baby-sitter Italia'.
È un’entità che ci circonda, ci istruisce, ci offre passioni e ci culla in un’illusione di appartenenza. Ci fa sentire protagonisti di un sistema che, in apparenza, ci veste e ci coccola. Ma una baby-sitter, per quanto presente, non potrà mai sostituire l’amore e la stabilità di una madre.
Il momento della verità arriva quando questa 'baby-sitter' ci ricorda bruscamente i nostri limiti: la mancanza di un lavoro dignitoso, l'assenza di tutele, la sensazione di essere stranieri in casa propria. Quando il sostegno viene meno, il giovane si ritrova privo di radici.
È in questo vuoto che nasce il rischio: la rabbia per le promesse mancate può trasformarsi in deriva sociale o delinquenza. Non è solo un fallimento individuale, è un danno all'immagine e al tessuto economico della nostra nazione. Un giovane che non si sente amato dalle istituzioni è un giovane che, col tempo, smetterà di amarle a sua volta, diventando un peso laddove avrebbe dovuto essere una risorsa.
Siamo qui a Lisbona per cambiare questa narrazione. Non vogliamo più essere 'affidati' a una gestione temporanea; rivendichiamo il diritto di essere figli legittimi del nostro futuro. Chiediamo che le istituzioni smettano di essere spettatrici e diventino complici della nostra realizzazione. Perché un giovane che trova la sua strada non è solo un successo personale, è la vittoria di un’intera comunità.
Grazie per l'attenzione."
da Appunti in Blu 2006









